
E 'preoccupante come la “missione” sia stata ridotta a ciò che noi (relativamente comodi e benestanti) possiamo fare in altre culture e in luoghi distanti … senza interrogarsi seriamente su ciò che è concretamente realizzabile nel posto dove siamo. Coloro che vivono nelle zone più povere del sud-del-mondo (nel senso estensivo e spirituale dei termine) sono, infatti, costantemente attivati e preparati per ricevere qualche bella “confezione speciale”: come studiare la bibbia, la scuola di discepolato, seminari di leadership, la chiesa che cresce, ottimi sermoni e liturgie, DVD. Si tratta di oggetti cortesemente offerti dalle ricche agenzie estere, che però non hanno alcun desiderio di imparare dagli altri e, ironicamente, hanno di solito un impatto minimo, anche nei loro contesti e nelle loro società.
Sia chiaro, non ho nessuna obiezione all'invio di persone o di denaro per sostenere il servizio e il ministero cristiano in altri luoghi. Anzi! La stessa nozione di chiese o opere “autonome” nel sostegno non mi pare sia molto biblica. Le questioni vere e importanti sono altre: chi prende le decisioni? Coloro che “arrivano” sono disposti a lavorare a fianco e persino – se è il caso - sotto la guida delle gente del posto?
Mi pare che spesso le strategie, le motivazioni e gli atteggiamenti di fondo che caratterizzano le agenzie e la missione cristiana siano tristemente prive di una seria comprensione religiosa, sociale e politica della situazione. C’è un doloroso deficit di sensibilità che ci rende sempre più non disposti a rivalutare la teologia della missione che spesso abbiamo assorbito acriticamente e, forse, volgarmente da qualche movimento.
Dopotutto il denaro ha un’abilità speciale a distorcere le relazioni, imporre le agende, definire le priorità, suggerire i temi dei congressi cristiani, strutturare la formazione teologica, e attivare "programmi di missione".
Che fare?
Credo che per iniziare si possa iniziare a cercare, identificare e discernere quali siano le organizzazioni locali e i soggetti singoli che sono già al lavoro (certo, con molte limitazioni). Poi ascoltiamoli, chiediamo loro di cosa hanno realmente bisogno per eccellere nel loro campo, nella vocazione che Dio ha loro rivolto. Per favore, però, non svendiamo il Sud povero ed evangelico per una manciata di denaro, non usiamo le persone come bacino per i nostri progetti. Se dovesse succedere, la testimonianza e l’integrità delle chiese e delle agenzie ne risulterebbe seriamente compromessa.



1 commenti:
Dei commenti su 'missione' molto validi - e sono cresciuto come figlio di 'missionari'!
Post a Comment