
Sono un po’ stanco della contraddizione di un cristianesimo disposto sempre più a tollerare il mondo che testimoniare (e trasformare con) il vangelo. Ho l’impressione che siamo tutti preda di una “sindrome di Stoccolma” spirituale. Anziché usare le energie, le risorse, la ragione e la fede per smascherare il nemico e neutralizzarlo con la verità, si produce nei suoi confronti un desiderio di imitazione, un sentimento di ammirazione, se non addirittura di amore. E come se il mix fatto di idolatria, superficialità, individualismo settario, ignoranza , scarsa consapevolezza del proprio patrimonio (teologico, culturale, spirituale, etico, sociale …) di fatto produca un micidiale complesso di inferiorità/inutilità. Che Dio ci aiuti a non soffrirne.



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